Non desideravo molto, dalla vita.
Soltanto morire un pò meno scemo di come ero nato.
Un traguardo non troppo impegnativo.
Mi sono sforzato in questi ormai troppi anni.
Ho cercato di crescere.
Di sviluppare delle qualità minime.
Ho tentato tutto per evolvermi, modificarmi.
Ho letto libri ed ho viaggiato tanto.
Mi sono interrogato e ho interrogato gli altri.
Qualche volta, un pò di blu sull´orizzonte mi ha dato la speranza.
Ma poi, ma poi mi osservo meglio, guardo più profondamente in quel che sono e la verità torna a vincere sulla menzogna.
Non sono Cambiato.
Nulla è cambiato.
Morirò scemo così come sono nato.
Avevo due anni e correvo per la casa come una Formula Uno ubriaca urlando il rumore del motore e facendo il verso delle gomme che fischiavano quando giravo l´angolo del corridoio.
Avevo otto anni e dormivo con la bicicletta nel letto e la collezione di Dinky Toys sotto il cuscino.
A quattordici anni la scia d´olio che andava dalla porta di ingresso alla porta di camera mia faceva scoprire immediatamente a mia madre dove stava nascosto il motore dell´Italjet.
E adesso che a vele spiegate volo verso i miei quarant´anni, adesso capisco che nulla è cambiato.
Gioco come allora.
Con le stesse cose che mi appassionavano allora.
Ero più piccolo ed erano più piccoli i miei giochi.
Ecco, non sono cambiato.
Nè migliorato.
E forse è peggio di così: una volta per un compleanno, per Natale o per un dentino perso piovevano regali.
Adesso anche se appoggiassi tutta la dentiera sul balcone nessun topolino pagherebbe le rate dell´ultimo gioco.
(Carlo Talamo)
lunedì 24 novembre 2008
sabato 22 novembre 2008
Continuano ad arrivare i pezzi...-fianchetti cb 450 bicilindrica-
La grandissima risorsa che è Ebay continua a dare i suoi frutti...ma non tutto quello che luccica è oro.
Come ogni moto retrò che si rispetti c'è bisogno di montare un bel paio di fianchetti anche per nascondere ciò che le plastiche originali hanno lasciato in bella vista:


Dalle foto la spesa per questi 2 fianchetti non sembrava eccessiva...ma ad occhio nudo le cose cambiano. Non ho mai visto tanta ruggine in un solo pezzo di latta arrugginita...La tragedia si presenta di proporizoni tali che persino il socio a primo impatto s'è socraggiato...
Con santa pazienza e spazzola metallica ho sverniciato i due relitti e li ho preparati per essere stucati prima e carteggiati poi...fino ad ora non ci sono progressi degni di nota.
Miracolo!!!
I fianchetti sono un'autentica perfezione!!! Ho scelto il socio migliore al mondo!!!

Come ogni moto retrò che si rispetti c'è bisogno di montare un bel paio di fianchetti anche per nascondere ciò che le plastiche originali hanno lasciato in bella vista:


Dalle foto la spesa per questi 2 fianchetti non sembrava eccessiva...ma ad occhio nudo le cose cambiano. Non ho mai visto tanta ruggine in un solo pezzo di latta arrugginita...La tragedia si presenta di proporizoni tali che persino il socio a primo impatto s'è socraggiato...
Con santa pazienza e spazzola metallica ho sverniciato i due relitti e li ho preparati per essere stucati prima e carteggiati poi...fino ad ora non ci sono progressi degni di nota.
Miracolo!!!
I fianchetti sono un'autentica perfezione!!! Ho scelto il socio migliore al mondo!!!
giovedì 20 novembre 2008
Occhi solo per la mia bella...
Sembra assurdo ma in una donna secondo me sono fondamentali gli occhi...
Lo ammetto alle tette e al culo ci faccio caso anche io, ma gli occhi...
In una moto gli "occhi" sono altrettanto importanti: immaginate una Brutale con il faro di una Z1000??? Oppure una 916 con fari di una 999??? Ok ok basta, ho già la nausea...
Come scegliere gli occhi per la mia bella...? In puro stile retrò per far sembrare la moto un restauro oppure a led e parabole multireflecotr per strizzare un occhio allo stile futuristico...probabilmete la giusta soluzione sta nel mezzo.
Per quello anteriore sono indeciso se lasciare quello retrò style della Hornet originale oppure ripiegare su quello della sorella maggiore, più moderno e bello...se trovo l'occasione lo prendo!
Con una fresa a tazza intanto ho preparato l'alloggio per il fanalino posteriore, il buon vecchio socio ha gia fatto il cono per l'incasso, basta solo assemblare...e il gioco è fatto!
Per ora ecco il fanalino posteriore:

Con l'occasione ho comprato anche un filtro benzina molto molto scenografico per regalarmi un particolare di pregio vicino al serbatoio:
Lo ammetto alle tette e al culo ci faccio caso anche io, ma gli occhi...
In una moto gli "occhi" sono altrettanto importanti: immaginate una Brutale con il faro di una Z1000??? Oppure una 916 con fari di una 999??? Ok ok basta, ho già la nausea...
Come scegliere gli occhi per la mia bella...? In puro stile retrò per far sembrare la moto un restauro oppure a led e parabole multireflecotr per strizzare un occhio allo stile futuristico...probabilmete la giusta soluzione sta nel mezzo.
Per quello anteriore sono indeciso se lasciare quello retrò style della Hornet originale oppure ripiegare su quello della sorella maggiore, più moderno e bello...se trovo l'occasione lo prendo!
Con una fresa a tazza intanto ho preparato l'alloggio per il fanalino posteriore, il buon vecchio socio ha gia fatto il cono per l'incasso, basta solo assemblare...e il gioco è fatto!
Per ora ecco il fanalino posteriore:

Con l'occasione ho comprato anche un filtro benzina molto molto scenografico per regalarmi un particolare di pregio vicino al serbatoio:
C'è chi la moto la vive cosi...
La vernice che scottava e toccarla era un piacere.
Il motore incerto e pigro nei primi chilometri.
Ne è passato di tempo e di strada.
Ne abbiamo visto di mondo.
Ne abbiamo avuto di freddo.
E abbiamo riso.
E una volta ti ho spinta per sei chilometri.
E però ci siamo divertiti.
E le rughe non le sento più.
E quel fumo leggero che vien fuori dagli scarichi è senz'altro allegria.
Non può essere olio.
Ma poi ti guardo nel tappo e capisco che hai sete.
Ho sete anch'io e siamo in un bar.
Io dentro che bevo e tu fuori che stai lì.
C'è una ragazza bionda che mi parla.
Io intanto bevo.
E lei dice che mi conosce.
E io penso che ho sete.
E lei dice cosa fai dopo.
E tu stai lì.
E forse fa freddo.
E più tardi torneremo a casa assieme.
E guiderai tu.
Piano, pianino, con quel suonaccio irriverente che fai tu.
E la notte sarà più calda.
Abitata dagli scoppi che si perdono chissà dove
E dormiremo poi.
Nel mio letto io.
(Carlo Talamo)
Il motore incerto e pigro nei primi chilometri.
Ne è passato di tempo e di strada.
Ne abbiamo visto di mondo.
Ne abbiamo avuto di freddo.
E abbiamo riso.
E una volta ti ho spinta per sei chilometri.
E però ci siamo divertiti.
E le rughe non le sento più.
E quel fumo leggero che vien fuori dagli scarichi è senz'altro allegria.
Non può essere olio.
Ma poi ti guardo nel tappo e capisco che hai sete.
Ho sete anch'io e siamo in un bar.
Io dentro che bevo e tu fuori che stai lì.
C'è una ragazza bionda che mi parla.
Io intanto bevo.
E lei dice che mi conosce.
E io penso che ho sete.
E lei dice cosa fai dopo.
E tu stai lì.
E forse fa freddo.
E più tardi torneremo a casa assieme.
E guiderai tu.
Piano, pianino, con quel suonaccio irriverente che fai tu.
E la notte sarà più calda.
Abitata dagli scoppi che si perdono chissà dove
E dormiremo poi.
Nel mio letto io.
(Carlo Talamo)
mercoledì 19 novembre 2008
Ecco perche l'ho scelto come socio!
Devo pubblicarlo...è il primo commento che mi è arrivato ed è un commento molto molto speciale:questo commento esce direttamente dalla tastiera del socio, uno che con le moto ci parla, ci si sporca, ci corre (...e secondo me ci dorme pure!). Uno che ha benzina nel sangue, vetroresina come linfa, carbonio come pelle, rombo Ducati come voce.
Ecco...ecco perche credo sia il socio che ogni preparatore, compreso me, vorrebbe affianco: è uno stimolo continuo un vulcano di idee e soluizoni...un grandissimo AMICO
"...la passione per le moto porta a nottate insonni,pruriti alle mani dovuti all'impiego di materiali compositi, qualche richiamo verbale della fidanzata che deve dormire in una camera con abatjour ricavata dal faro di una moto..
il manubrio che, appoggiato sul comodino appare come le corna di un toro appese in una locanda spagnola, è la stessa macchinina che portavi da bambino fin sotto le coperte. Son cambiati i tempi e sei cambiato tu,hai meno capelli di prima ma sei più alto di un metro , son cambiate le passioni (la macchinina la usi solo per andare a lavoro ed è piena di pezzi di moto) ma resta l'inguaribile e sano bisogno di sognare ad occhi aperti!
il tuo è iniziato e so già che sarà a lieto (e rombante) fine! buon lavoro socio!!" :) -lor-
Ecco...ecco perche credo sia il socio che ogni preparatore, compreso me, vorrebbe affianco: è uno stimolo continuo un vulcano di idee e soluizoni...un grandissimo AMICO
"...la passione per le moto porta a nottate insonni,pruriti alle mani dovuti all'impiego di materiali compositi, qualche richiamo verbale della fidanzata che deve dormire in una camera con abatjour ricavata dal faro di una moto..
il manubrio che, appoggiato sul comodino appare come le corna di un toro appese in una locanda spagnola, è la stessa macchinina che portavi da bambino fin sotto le coperte. Son cambiati i tempi e sei cambiato tu,hai meno capelli di prima ma sei più alto di un metro , son cambiate le passioni (la macchinina la usi solo per andare a lavoro ed è piena di pezzi di moto) ma resta l'inguaribile e sano bisogno di sognare ad occhi aperti!
il tuo è iniziato e so già che sarà a lieto (e rombante) fine! buon lavoro socio!!" :) -lor-
Arrivano i primi pezzi... -il codone-
Progettare un restyling di una moto non è cosa facile, bisogna accoppiare pezzi che non sono nati per stare insieme, ed oltretutto, bisogna farli convivere su una base preesistene il che complica ulteriormente i giochi!
La scelta del codone è stata quella più sofferta: stabilire ingombri da coprire e immaginare un accoppiamento col serbatoio semplicemente da una foto non è roba facile! tra l'altro dovevo prendere un pezzo esteticamente gradevole, in linea con lo stile della moto e con il progetto che avevo in mente.
Gironzolando per Ebay la mia attenzione cade su un pezzo di vetroresina della ditta Europlast di Succi http://www.europlastsucci.com/
Ed ecco cosa trovo:

Arriva. Bellissimo.
Unico piccolissimo neo...il telaio non è esattamente compatibile con il codone...c'è da lavorarci.
La scelta del codone è stata quella più sofferta: stabilire ingombri da coprire e immaginare un accoppiamento col serbatoio semplicemente da una foto non è roba facile! tra l'altro dovevo prendere un pezzo esteticamente gradevole, in linea con lo stile della moto e con il progetto che avevo in mente.
Gironzolando per Ebay la mia attenzione cade su un pezzo di vetroresina della ditta Europlast di Succi http://www.europlastsucci.com/
Ed ecco cosa trovo:

Arriva. Bellissimo.
Unico piccolissimo neo...il telaio non è esattamente compatibile con il codone...c'è da lavorarci.
martedì 18 novembre 2008
Si forma il puzzle... -il contagiri-
Una volta arrivato il serbatoio l'obiettivo primario era quello di chiarire le idee e mettersi alla ricerca dei pezzi. L'impresa è tutt'altro che facile (avete mai provato a digitare "CAFE RACER" su Ebay?)...
Le prime attenzioni sono cadute sulla strumentazione; dovevo recuperare quella originale andata in pezzi quasi tre anni fa nel corso della mia prima, dolorosissima scivolata. Il guscio frantumato era da considerare perso, cosi come l'intelaiatura interna... ma il contagiri funziona e bene! Come rimediare per il guscio? con un pentolino ovvio! Immaginatevi un pazzo che si aggire per un discount con in mano un calibro di precisione che misura tutti i pentolini da latte disponibili... beh quello ero io! (cosa si fa per le moto...)
Per la cornice e per il plexyglass fortuna vuole che i mezzi per realizzarli non mi manchino e con un paio di pomeriggi di officina il gioco è fatto:

Rimane da sostituire il fondino del contagiri, danneggiato nella caduta...ci sto lavorando! :-)
Le prime attenzioni sono cadute sulla strumentazione; dovevo recuperare quella originale andata in pezzi quasi tre anni fa nel corso della mia prima, dolorosissima scivolata. Il guscio frantumato era da considerare perso, cosi come l'intelaiatura interna... ma il contagiri funziona e bene! Come rimediare per il guscio? con un pentolino ovvio! Immaginatevi un pazzo che si aggire per un discount con in mano un calibro di precisione che misura tutti i pentolini da latte disponibili... beh quello ero io! (cosa si fa per le moto...)
Per la cornice e per il plexyglass fortuna vuole che i mezzi per realizzarli non mi manchino e con un paio di pomeriggi di officina il gioco è fatto:
Rimane da sostituire il fondino del contagiri, danneggiato nella caduta...ci sto lavorando! :-)
lunedì 17 novembre 2008
La prima pietra
Eccomi qua... seduto di fronte al PC con poca voglia di scendere in garage ed una brutta giornata da dimenticare.
E' ora di cominciare il viaggio, o meglio, è ora di documentare il percorso che porterà la mia amata Honda Hornet 600 a diventare una moto completamente diversa...
I lavori sono cominciati ormai da un paio di mesi, cioè da quando con le prime pioggie ho deciso di appendere (temporaneamente...) il casco al chiodo.
La stagione calda volgeva al termine, le scorrazzate in montagna non erano più la priorità della domenica e le prime pioggie iniziavano a sporcare un po troppo l'asfalto.
Serviva l'ispirazione per passare il freddo inverno senza patire l'astinenza da pieghe; mi sono messo a cercare le special su internet fino a quando apparve la mia musa:

E' stato subito amore. la cosa che mi ha innamorato è stato il serbatoio, cosi gobbuto, cosi retrò e al tempo stesso moderno, ed il fatto che con poche modifiche sarebbe stato perfetto sulla mia Hornet...
Mi metto subito su Ebay, e riesco ad aggiudicarmi un ottimo pezzo in Germania ad un prezzo ridicolo...arriva ed è perfetto! sembra fatto apposta per la mia moto...
Eccolo:

Certo bisognava lavorarci...ma avevo messo la prima pietra, adesso non potevo più tornare indietro...il viaggio era ormai iniziato!
P.S.- Ecco come si presenta oggi il serbatoio:

Bello liscio, stuccato, carteggiato, con il fondo bello omogeneo...manca solo la vernice! (Tutto merito del socio: grazie Lore!)
E' ora di cominciare il viaggio, o meglio, è ora di documentare il percorso che porterà la mia amata Honda Hornet 600 a diventare una moto completamente diversa...
I lavori sono cominciati ormai da un paio di mesi, cioè da quando con le prime pioggie ho deciso di appendere (temporaneamente...) il casco al chiodo.
La stagione calda volgeva al termine, le scorrazzate in montagna non erano più la priorità della domenica e le prime pioggie iniziavano a sporcare un po troppo l'asfalto.
Serviva l'ispirazione per passare il freddo inverno senza patire l'astinenza da pieghe; mi sono messo a cercare le special su internet fino a quando apparve la mia musa:

E' stato subito amore. la cosa che mi ha innamorato è stato il serbatoio, cosi gobbuto, cosi retrò e al tempo stesso moderno, ed il fatto che con poche modifiche sarebbe stato perfetto sulla mia Hornet...
Mi metto subito su Ebay, e riesco ad aggiudicarmi un ottimo pezzo in Germania ad un prezzo ridicolo...arriva ed è perfetto! sembra fatto apposta per la mia moto...
Eccolo:

Certo bisognava lavorarci...ma avevo messo la prima pietra, adesso non potevo più tornare indietro...il viaggio era ormai iniziato!
P.S.- Ecco come si presenta oggi il serbatoio:
Bello liscio, stuccato, carteggiato, con il fondo bello omogeneo...manca solo la vernice! (Tutto merito del socio: grazie Lore!)
domenica 16 novembre 2008
Inizia il viaggio
Era nera.
Come una locomotiva.
E profumava d’olio. Di chilometri.
Il calore che emanava lo potevi sentire a dieci passi.
Fango e sporco testimoniavano di strade lontane.
Io avevo otto anni. quella motocicletta, sola nel caldo di un pomeriggio di tanto tempo fa, quella motocicletta io non posso dimenticarla.
La pelle delle vecchie borse doveva aver visto temporali, vento e lunghe giornate di sole.
Vivevo allora in un paesino del sud dell’Italia.
Motociclette ce n’erano poche.
Di una Parilla mi ricordo. E di una Guzzi. Rossa.
La vecchia motocicletta straniera che odorava di territori lontanissimi riempiva la piazza.
Ed i miei occhi di bambino.
Forza. Nei suoi grandi cilindri rigati d’olio.
Solitudine. Nella sella di cuoio che non poteva ospitare passeggeri.
Qualcuno, dietro di me, mormorò un nome. Con rispetto mi sembrò.
Io non lo sapevo allora, ma quel nome avrebbe accompagnato la mia vita.
È con me da tanto tempo.
Mi vive accanto.
Fortemente.
Era l’estate del ‘59. In Calabria.
Era una Harley-Davidson.
Aveva attraversato l’oceano.
E probabilmente la guerra.
Un uomo traversò la piazza.
Forse mi sorrise.
E quando la polvere si dissolse dietro al profondo suono di quel vecchio motore, poche macchie l’olio sulla terra ricordavano dolcemente il suo passaggio.
Un caldo odore di benzina mi circondò per un attimo.
(Carlo Talamo )
Come una locomotiva.
E profumava d’olio. Di chilometri.
Il calore che emanava lo potevi sentire a dieci passi.
Fango e sporco testimoniavano di strade lontane.
Io avevo otto anni. quella motocicletta, sola nel caldo di un pomeriggio di tanto tempo fa, quella motocicletta io non posso dimenticarla.
La pelle delle vecchie borse doveva aver visto temporali, vento e lunghe giornate di sole.
Vivevo allora in un paesino del sud dell’Italia.
Motociclette ce n’erano poche.
Di una Parilla mi ricordo. E di una Guzzi. Rossa.
La vecchia motocicletta straniera che odorava di territori lontanissimi riempiva la piazza.
Ed i miei occhi di bambino.
Forza. Nei suoi grandi cilindri rigati d’olio.
Solitudine. Nella sella di cuoio che non poteva ospitare passeggeri.
Qualcuno, dietro di me, mormorò un nome. Con rispetto mi sembrò.
Io non lo sapevo allora, ma quel nome avrebbe accompagnato la mia vita.
È con me da tanto tempo.
Mi vive accanto.
Fortemente.
Era l’estate del ‘59. In Calabria.
Era una Harley-Davidson.
Aveva attraversato l’oceano.
E probabilmente la guerra.
Un uomo traversò la piazza.
Forse mi sorrise.
E quando la polvere si dissolse dietro al profondo suono di quel vecchio motore, poche macchie l’olio sulla terra ricordavano dolcemente il suo passaggio.
Un caldo odore di benzina mi circondò per un attimo.
(Carlo Talamo )
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